La Misericordia come via di salvezza nel Giudizio Finale

Nel discorso sul Giudizio Finale (Vangelo di Matteo al capitolo 25), Gesù indica dei semplici gesti di umanità e di misericordia come via di salvezza:

CEI2008

Matteo 25

31Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria.32Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre,33e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.34Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo,35perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto,36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi".37Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere?38Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito?39Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?".40E il re risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me".41Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli,42perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere,43ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato".44Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?".45Allora egli risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me".46E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna".


Il “Giudizio universale” (1535-1541) è un affresco di Michelangelo Buonarroti, realizzato tra il 1535 e il 1541 su commissione di papa Paolo III Farnese per decorare la parete dietro l’altare della Cappella Sistina (Musei Vaticani, Roma).

Cristo giudice e Maria - particolare del "Giudizio Universale" Michelangelo 1535-1541

Cristo giudice e Maria – particolare del “Giudizio Universale” Michelangelo 1535-1541

La novità che Michelangelo porta in questo tipo di rappresentazione è l’eliminazione quasi totale di riferimenti spaziali e ambientali: il fondo è azzurro e gli unici elementi di appoggio per i vari personaggi sono le nubi. Lo spazio è descritto quasi astrattamente, senza tempo.

L’intera composizione è costruita in fasce orizzontali e verticali, ma questa struttura viene “‘annullata” dai movimenti e dalle posizioni dei corpi. Nell’opera intera è evidente un dinamismo, un’azione circolare: la discesa dei dannati, che sono conseguenza del movimento del braccio di Cristo che “spinge” verso il basso, è contrapposta all’ascesa dei salvati, che sembrano essere sollevati dal suo braccio vigoroso.

Nella parte in basso a sinistra vediamo la progressiva salvezza che inizia con la resurrezione della carne, i volti e i corpi putrefatti diventano pian piano splendidi, robusti e sono aiutati dagli angeli nell’ascesa.

Nella parte destra sempre in basso avviene il contrario: i corpi sono spinti e tirati giù dai diavoli fin nelle viscere della terra, i volti dei dannati comunicano un’angoscia totale schernita dai volti disumani dei demoni.

Cristo ha un corpo robusto, atletico e statuario; la sua figura si impone anche per la presenza contrapposta della Vergine dall’atteggiamento dolce e materno che chiede misericordia.

Anche i volti dei personaggi che lo circondano esaltano il Giudice: essi sono infatti tutti rivolti verso di Lui.

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