La misericordia samaritana

Van Gogh - Buon Samaritano

Il racconto del “Buon Samaritano” è un altro esempio di misericordia nel Vangelo. Questa volta non si tratta di un episodio avvenuto storicamente ma piuttosto di un racconto di Gesù per esemplificare la misericordia e per insegnare che va esercitata verso tutti. Il messaggio di questo racconto di Gesù è quello di farsi prossimi a chi è nel bisogno chiunque esso sia. E’ nostro prossimo colui al quale noi ci facciamo prossimi. Visto che, nel contesto dell’epoca, i samaritani non intrattenevano rapporti con gli altri israeliti, è significativo che proprio il samaritano si sia fermato ad aiutare l’uomo incappato nei briganti:

CEI2008

Luca 10

25Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: "Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?".26Gesù gli disse: "Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?".27Costui rispose: " Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso ".28Gli disse: "Hai risposto bene; fa' questo e vivrai".29Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: "E chi è mio prossimo?".30Gesù riprese: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.31Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre.32Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre.33Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione.34Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui.35Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: "Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno".36Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?".37Quello rispose: "Chi ha avuto compassione di lui". Gesù gli disse: "Va' e anche tu fa' così".

Il dipinto ad olio su tela dal titolo “Buon Samaritano” è del pittore olandese Vincent Van Gogh (1853 – 1890), eseguito nel maggio 1890, ora conservato nel Kröller Müller Museum di Otterlo (Olanda).

Da Cathopedia:
La scena è ambientata lungo una strada sterrata, in mezzo a campi bruciati dal sole, che costeggia un fiume, dove, in primo piano, compaiono: buon Samaritano: sceso da cavallo, per soccorrere il viandante, dopo avergli lavato e disinfettato le ferite con l’olio e vino, cerca di caricarlo sulla propria cavalcatura. L’uomo è teso nello sforzo di sollevare il pesante corpo inerte, per metterlo sopra la sella, inarca la schiena fa leva con la gamba, punta il piede a terra e solleva il tallone che si stacca dalle ciabattine che porta, ha rimboccato le maniche per poter lavorare meglio; viandante: derubato e malmenato, con un’evidente benda sulla testa, ancora privo di forze, viene caricato con grande fatica dal Samaritano sul proprio cavallo. L’uomo non ha la forza di salire da solo sul cavallo e senza parlare cerca di aiutarsi aggrappandosi disperatamente a chi lo sostiene in un abbraccio spasmodico e scomposto; cavallo: sta attendendo pazientemente che il carico gli sia posto sulla groppa, ha le orecchie dritte pronto a percepire ed assecondare ogni movimento.
Inoltre, in secondo piano, si vedono: due passanti indifferenti (sacerdote e levita) che avevano ignorato il ferito. I due uomini erano passati di lì e non lo avevano soccorso, uno lo vediamo camminare su per il sentiero all’altezza della valigia, dell’altro s’intravede solo la sagoma rarefatta che si perde sulla strada, fin dove l’occhio può guardare, per svanire poi all’orizzonte in mezzo alle nuvole bianche, che si addensano sullo sfondo e si confondono con le pendici dei monti. I due uomini si muovono in questa calma apparente, in un’atmosfera dove tutto sembra immobile e poco si può vedere del cielo.

Nel dipinto si evidenzia in particolare:
È notevole la capacità di Vincent van Gogh di svelare le proprie emozioni, attraverso le sue opere: egli, che aveva dato tanto agli altri, durante il periodo in cui era stato predicatore e si era fatto vicino a contadini e minatori, quando dipinge quest’opera vive una fase difficile della sua malattia, durante la quale si sente solo e abbandonato come l’uomo trovato ferito della parabola.
La struttura compositiva dell’opera è realizzata come un’istantanea che registra un equilibrio instabile delle figure, nel quale il Samaritano fa ogni sforzo per sollevare il peso inerte del ferito, che a sua volta, in posizione instabile, fa una forte pressione laterale sull’animale, che, per contrastare la spinta, sembra muoversi sulle zampe. Il movimento goffo dei due uomini, che quasi si abbracciano, il cui tracciato è una linea sinuosa, crea a sua volta il movimento naturalmente ondulato dei vestiti e che si diffonde sull’animale e sulle montagne sullo sfondo.
La somiglianza fra i tratti del Samaritano e quelli del pittore, e il suo stesso gesto di solidarietà vuole trasmettere l’idea che per aiutare davvero il prossimo, è necessario addossarsene il dolore e le difficoltà (sensazione rafforzata dal contrasto con le due piccole figure, il sacerdote e il levita, che si allontanano sullo sfondo dopo aver rifiutato di prestare soccorso al ferito).
Una diagonale attraversa, dall’angolo in alto a sinistra verso il basso a destra, il dipinto e divide in due triangoli: nella parte superiore predominano i colori freddi e le linee ondulate, mentre in quella inferiore i colori sono caldi e i tratti brevi.

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