La storia vera di Paul Rusesabagina: Hotel Rwanda

Hotel Rwanda 2004

La storia del Hotel Rwanda

Hotel Rwanda è un film del 2004, diretto da Terry George. Il film è ambientato nel 1994, in Ruanda, nell’epoca del genocidio che coinvolse Hutu e Tutsi. La vicenda è basata sulla storia vera di Paul Rusesabagina e il film fu girato dieci anni dopo gli avvenimenti narrati. Gli esterni del film sono stati girati a Kigali in Ruanda, mentre gli interni, comprese le scene ambientate nell’hotel, sono stati realizzati a Johannesburg, in Sud Africa. Il vero Paul Rusesabagina ha partecipato alle riprese in qualità di consulente. Il personaggio del colonnello Oliver si ispira alla figura di Romeo Dallaire, ufficiale canadese delle Nazioni Unite.

TRAMA

L’inizio del dramma

Paul (Don Cheadle) con la moglie Tatiana (Sophie Okonedo) - Hotel Rwanda (2004)

Paul (Don Cheadle) con la moglie Tatiana (Sophie Okonedo) – Hotel Rwanda (2004)

Paul Rusesabagina è il direttore di un hotel a quattro stelle in Rwanda. I primi segni dell’imminente dramma sono gli spari lontani, nella notte, che si sentono dalla camera da letto di Paul; poi, una sera, tornato dal suo lavoro, trova tutto il suo quartiere al buio. Entra preoccupato nella casa e trova le stanze vuote, inizia a disperarsi, quando, alla luce della torcia appaiono volti di persone nascoste all’interno della sua casa. Sono i suoi vicini che la moglie ha fatto riunire nella speranza di poterli rifugiare nell’albergo di cui il marito è direttore, unica salvezza possibile. Il protagonista è perplesso, all’inizio non vorrebbe fare un simile gesto, vorrebbe concentrare tutte le sue forze solo sulla sua famiglia e chiede di aspettare il mattino successivo.

 

Il mattino arriva insieme alla polizia che circonda la casa e arresta la sua famiglia e tutti i rifugiati; Paul cerca immediatamente il comandante, capisce che lo deve corrompere, ci riesce e si fa scortare all’albergo con il suo pulmino stipato. Arrivato all’albergo, anche sede delle forze ONU, decide di accomodare nelle camere i rifugiati e la sua famiglia. In questo momento capisce, che essendoci gli occidentali e le forze ONU, l’hotel è una sorta di zona franca dove è possibile tentare la carta dell’attesa.

La compassione di Paul

Paul Rusesabagina (Don Cheadle) - Hotel Rwanda (2004)

Paul Rusesabagina (Don Cheadle) – Hotel Rwanda (2004)

Lentamente, dal cordone dei ribelli Hutu, filtrano profughi che cercano nell’hotel la speranza di salvezza. Paul, oramai travolto dagli eventi e dalla sua coscienza, si ingegna per raccoglierli e ospitarli all’interno della struttura. Il suo compito si fa sempre più arduo. Deve stabilire con le maestranze, in maggioranza Hutu, un rispetto quasi tribale della sua figura di capo. Deve definire con l’ONU un dialogo diplomatico che riesca a trovare la strada per la soluzione del dramma dei profughi sempre più numerosi. Con la compagnia aerea belga Sabena, proprietaria dell’hotel, mantiene un drammatico rapporto di collaborazione che fa da ponte con il governo francese, il quale all’epoca forniva le armi all’esercito dei ribelli Hutu.

L’insensibilità del mondo

Durante questi avvenimenti due reporter riescono a filmare la realtà della carneficina che si sta vivendo nel paese. Il servizio viene passato alle televisioni, ma il dramma del Ruanda non fa breccia. Al mondo non interessa prendere coscienza del genocidio. Anzi gli USA pongono il veto sulla questione all’ONU, influenzati dai tragici fatti della battaglia di Mogadiscio di pochi mesi prima. Oramai era chiaro che erano soli e per sopravvivere dovevano trattare con i ribelli.

Il dramma si acuisce

Paul Rusesabagina (Don Cheadle) - Hotel Rwanda (2004)

Paul Rusesabagina (Don Cheadle) – Hotel Rwanda (2004)

Quando tutti gli europei lasciano l’albergo, Paul capisce che la possibilità di sopravvivenza diviene sempre più piccola. La mattina dopo l’uscita degli occidentali arriva l’esercito dei ribelli per portare via tutte le persone di etnia Tutsi e gli Hutu “traditori”. A questo punto Paul ottiene il ritiro dei ribelli, e quindi una pseudo protezione della polizia, solo attraverso una mobilitazione della compagnia belga proprietaria dell’hotel, che chiede un intervento di protezione direttamente al ministro degli esteri francese.

L’ONU riesce persino ad approntare un aereo per portare via una parte selezionata dei rifugiati, tra cui Paul e la sua famiglia. Il convoglio parte ma Paul, oramai troppo legato alla sua missione e consapevole che la sua fuga sarebbe la sicura morte per quelli rimangono, decide di non partire. La radio utilizzata dagli Hutu viene a conoscenza della partenza del convoglio e trasmette ai ribelli l’invito ad attaccare i camion e sterminarne gli occupanti. Con un altro giro di telefonate e l’appoggio di qualche influente generale e una brigata dell’esercito, si riescono a fermare i ribelli che permettono ai camion dell’ONU di ritornare all’Hotel.

La situazione diventa sempre più grave in quanto il capo della polizia, che da settimane protegge i rifugiati, vuole altri soldi. Paul decide di giocare l’ultima carta, si accorda con il capo della polizia per andare in un albergo dove vi è una cassaforte di cui conosce il contenuto e la combinazione, promettendogli denaro e whisky. Tornano all’hotel dove nel frattempo sono già entrati i ribelli; lì vi è un conflitto a fuoco e per l’ennesima volta gli oltre 1.200 profughi sono salvi.

La speranza dopo il buio

Il giorno seguente arriva la colonna dei camion dell’ONU per portare via tutti i profughi, la salvezza è oramai vicina. Al campo profughi i protagonisti cercano disperatamente le nipoti che finalmente vengono ritrovate, la famiglia, riunita, riprenderà il viaggio verso la definitiva salvezza.

RECENSIONE

Contesto storico

Hotel Rwanda (2004)

Hotel Rwanda (2004)

1994. Il presidente ruandese sta per firmare, in Tanzania, un accordo di pace che dovrebbe mettere fine alle lotte tra le due etnie del paese: quella degli Hutu e quella dei Tutsi. Quando tutto sembra andare per il meglio, sotto gli occhi di una compiaciuta opinione pubblica mondiale, accade l’inaspettato. Il presidente viene ucciso ed il paese piomba nel caos. Gli oscuri presagi della martellante KTLM, la radio del ‘potere Hutu’ diventano realtà: tutti gli scarafaggi (i Tutsi) dovranno essere eliminati, la vendetta per anni di soprusi subiti, vendicati. Le stesse luci dell’opinione pubblica (soprattutto europea) si spengono, nessuna spedizione di pace o aiuti umanitari vengono inviati al paese che in balia di se stesso diventa teatro sanguinoso di un genocidio che portò alla morte un milione di innocenti.

Da uomo comune ad eroe

Hotel Rwanda (2004)

Hotel Rwanda (2004)

In questo scenario di disperazione, follia e violenza pianificata, Paul Rusesabagina riuscirà a trovare il coraggio e la forza di salvare più di 1200 persone; uno dei tanti casi di uomini comuni che l’orrore della guerra tramuterà in eroi. Grazie alla sua astuzia unita al fatto di essere Hutu, trasformerà l’albergo a quattro stelle di cui è il direttore, in rifugio per la propria famiglia (la moglie è Tutsi) e per uomini, donne e bambini, destinati altrimenti a morte certa. Uno splendido Don Cheadle è il protagonista di questo film che, per il volere del regista e dei produttori, tralascia deliberatamente di mostrarci la morte nuda e cruda, per presentarcela in una veste più sottile ed angosciante. Quella negli sguardi impauriti delle madri, negli abbracci di bambini nascosti in una vasca da bagno, quella di un pianto disperato di chi ha perso la speranza di vedere i propri cari.

Impatto emotivo

Drammatico e commosso, il film non risparmia critiche verso un Occidente insensibile (‘la gente dirà: Oh mio Dio! E continuerà a mangiare…’, dice un giornalista francese) e ipocrita verso una delle pagine più buie e vergognose della storia recente (il colonnello dell’Onu, allo scoppio dei disordini, non esiterà a dire che ‘sono lì per mantenere la pace, non per ristabilirla’…). L’impatto emotivo non può lasciare insensibile lo spettatore, il film riesce a strappare le lacrime di fronte ad una violenza inaudita ed assurda che fa interrogare sull’abisso che è l’uomo e la bassezza a cui può arrivare la crudeltà umana.

Sulla locandina del film c’è scritto: tratto da una storia vera. Parole che dopo due ore risulteranno drammaticamente insopportabili quanto necessarie, per non dimenticare…

N.D.R. Con questa recensione non vogliamo pronunciarci sulla persona di Paul Rusesabagina o su quanto sia veramente accaduto a quel hotel. Sembra che ci siano opinioni contrastanti sui fatti veramente accaduti. In ogni modo, la storia serve per prendere maggiore coscienza di fatti gravi accaduti contro l’umanità nel Rwanda degli anni ’90, e nella narrativa viene presa in considerazione la misericordia quale elemento che ci rende più umani e dona speranza in mezzo alla disperazione.

tratto liberamente da:
https://it.wikipedia.org/wiki/Hotel_Rwanda
http://www.cinemadelsilenzio.it/index.php?id=378&mod=film

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